Produzione musicale

I sottogeneri della psytrance spiegati

Full-on, progressive, dark, forest, twilight e psybient: come suonano i principali stili psytrance, da dove vengono e quando li senti a un festival.

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Understanding the psytrance subgenres
Dancefloor psytrance a un festival all’aperto

La psytrance non è un unico sound. In tre decenni si è divisa in stili che cambiano per tempo, atmosfera e sound design, e ognuno ha i suoi dancefloor e i suoi orari nei festival. Ecco una panoramica dei principali sottogeneri e di cosa li distingue.

Da dove viene tutto

La psytrance è nata dalla goa trance a metà degli anni ’90. I producer sono passati dalle lunghe linee melodiche della goa a ritmi più serrati, bassline rolling e un sound design più elettronico. Hallucinogen, il progetto di Simon Posford, è stato uno dei nomi simbolo di quel periodo.

La tecnologia ha spinto ancora più avanti lo sviluppo. Studi software come Ableton Live e Logic Pro, insieme a strumenti virtuali e plugin, hanno reso possibile un sound design dettagliato su un laptop. Più tardi piattaforme come SoundCloud, YouTube e Bandcamp hanno permesso ai producer di raggiungere un pubblico mondiale senza una grande label, e molti artisti di oggi sono autodidatti. Il risultato è una scena che continua a produrre nuove varianti.

La maggior parte della psytrance sta tra i 135 e i 150 BPM circa, e gli stili più scuri vanno più veloci. Dentro questa gamma, ogni sottogenere ha il suo carattere.

Full-on

Il full-on ha preso forma alla fine degli anni ’90 ed è il lato melodico e ad alta energia della psytrance: un basso rolling veloce, lead di synth brillanti, hook orecchiabili e grandi build-up e break. Di solito sta nella parte alta della gamma di tempi, intorno ai 140–150 BPM. Infected Mushroom, Astrix, GMS e Vini Vici sono tra i nomi più noti, e “Deep Jungle Walk” di Astrix è un classico dello stile.

Progressive psytrance

Il progressive è più minimale e di solito più lento, spesso tra i 130 e i 135 BPM circa. Invece delle grandi melodie punta su un basso profondo e groovy, build-up graduali e cambi sottili di suono e texture su tratti lunghi. Ha preso influenze da techno e house ed è diventato popolarissimo dalla fine degli anni 2000, con producer come Neelix. Il suo flusso costante e ipnotico si adatta ai set lunghi, soprattutto negli slot diurni dei festival all’aperto.

Dark psytrance, forest e twilight

La dark psytrance è l’opposto delle melodie brillanti del full-on. Di solito è più veloce, spesso ben oltre i 150 BPM, con bassline pesanti, suoni dissonanti, effetti stratificati e sample inquietanti. Le melodie sono rare e imprevedibili, quindi la tensione arriva dal sound design. Si suona soprattutto di notte.

La forest è uno stile affine con un’atmosfera organica e naturale: texture scoppiettanti e fruscianti e un mood tortuoso e strano. La twilight sta tra full-on e dark, unisce energia trascinante e motivi più cupi, ed è utile in un DJ set per il passaggio dalla sera alla notte.

Chillout e psybient

Il lato lento della scena si chiama chillout, ambient o psybient. Ha ritmi calmi, suoni atmosferici ampi e spesso sample organici e influenze world music, e lo senti nelle aree chill-out dei festival e nelle ore più tranquille. Shpongle, il progetto di Simon Posford e Raja Ram, è l’esempio più noto; il loro album del 1998 “Are You Shpongled?” mescola beat elettronici con strumenti organici e sample da molte tradizioni musicali.

La scena attorno al sound

Artista psytrance che si esibisce sul palco

I sottogeneri influenzano anche la programmazione dei festival: suoni più luminosi e progressive di giorno, full-on nelle ore di punta, twilight e dark di notte, chillout nel mezzo. Festival come il Boom in Portogallo e l’Ozora in Ungheria li riuniscono tutti e aggiungono alla musica arte, workshop e natura.

L’arte visiva è una parte importante della cultura: mandala, design frattali e proiezioni che artisti e creativi visivi sviluppano insieme alla musica. Feste locali, forum online e social collegano producer e fan tra un festival e l’altro, e temi come la consapevolezza ambientale tornano di continuo, nella musica e agli eventi.