I migliori plugin per produrre psytrance
Cosa rende utile un plugin per la psytrance, synth popolari come Serum, Massive X e Omnisphere, effetti per movimento e spazio e gli strumenti per mix e mastering.
Reverb, delay, modulazione, distorsione e automazione: cosa fa ogni effetto in una traccia psytrance e come usarlo senza impastare il mix.
Nella psytrance gli effetti fanno gran parte del lavoro. La stessa semplice linea di synth può suonare piatta e secca oppure larga, mobile e viva, a seconda di cosa ci metti dopo. Ecco gli strumenti principali, come li usano i producer in questo genere e come tenere pulito il mix mentre lo fai.
Il reverb colloca un suono in una stanza. Tempo di decay, dimensione e prime riflessioni decidono se quella stanza è piccola o enorme. Plate, hall e spring hanno ognuno il suo carattere, quindi scegli quello adatto all'elemento. Un approccio comune è usare spazi diversi per parti diverse: un hall lungo per pad e atmosfere, una room corta per le percussioni. Il contrasto crea profondità.
Il delay aggiunge echi, e nella psytrance di solito sono sincronizzati al tempo. Un delay sincronizzato su un lead o un arpeggio aggiunge ritmo e riempie i vuoti tra le note. Il feedback decide quanto durano gli echi: con poco feedback ottieni punch e brevi ripetizioni ritmiche, con tanto feedback una scia di suono.
Entrambi gli effetti rendono meglio su canali send (aux) piuttosto che direttamente sul suono. Così più elementi condividono lo stesso spazio, puoi cambiare la quantità senza toccare la sorgente e puoi equalizzare il ritorno. Taglia le basse dei ritorni di reverb e delay e tienili del tutto lontani da kick e basso.
Chorus, flanger e phaser modulano l'intonazione o il timing di un segnale e fanno muovere i suoni statici. Un chorus leggero può rendere più vivo un lead o un pad, e uno sweep lento di phaser è un suono classico della musica psichedelica. Depth e rate fanno una grande differenza, quindi bastano piccole regolazioni. Tremolo e vibrato aggiungono leggere variazioni di livello e di intonazione, che possono rendere più organico un suono sintetico.
La ring modulation combina due segnali e crea armoniche nuove, spesso metalliche o imprevedibili. Il granular processing taglia un sample in grani minuscoli e li riordina, e può trasformare qualsiasi registrazione in una texture o in un elemento ritmico astratto.
Distorsione e saturazione aggiungono armoniche. Su un basso o sulle percussioni portano calore e aiutano il suono a uscire anche da casse piccole. Usale per far emergere le frequenze che danno identità a un suono, non solo per aggiungere grinta. Un trucco utile è miscelare una copia distorta con il segnale pulito: tieni il corpo e aggiungi mordente. Troppo drive impasta il mix in fretta, quindi controlla sempre nel contesto.
La maggior parte delle texture psytrance è fatta di strati. Parti da una base come la bassline, poi aggiungici intorno pad, arpeggi, frammenti vocali o field recording. Layer di pad leggermente scordati creano un'immagine stereo più larga, il reverb dà loro profondità e un delay sincronizzato regala più groove a un arpeggio.
Mettere effetti in catena può dare suoni che nessun effetto singolo ti dà: per esempio un chorus in un delay in un reverb. Sample vocali con pitch shifting e tanto reverb diventano texture spettrali. Registrazioni di acqua o uccelli, filtrate e modulate, possono stare discrete sotto i synth e dare alla traccia un'atmosfera tutta sua.
Ogni layer ha bisogno del suo spazio nello spettro. Se il basso sta intorno ai 60 Hz, pad e lead non devono competere lì. Un filtro passa-alto su tutto ciò che non è kick o basso libera le basse.
Le tracce psytrance sono lunghe e ripetitive per natura, quindi il cambiamento deve arrivare da qualche parte. Automatizza cutoff del filtro, quantità di reverb e delay, depth e rate della modulazione. Alzare il reverb su un pad durante un build-up aumenta la tensione prima del drop, e toglierlo fa colpire più forte la sezione successiva. Movimenti piccoli e graduali tengono interessante un loop per minuti.
Inizia il mix con kick e basso e falli funzionare insieme prima di aggiungere altro. Poi bilancia synth e pad intorno a loro e usa l'EQ per dare a ogni suono la sua zona. Occhio alle alte: un mix aspro stanca chi ascolta, e la psytrance è fatta per essere ascoltata per ore.
La compressione rende costanti lead e percussioni, e quella multibanda ti permette di controllare basse, medie e alte separatamente. Nel mastering un analizzatore di spettro mostra dove l'equilibrio non torna, e un limiter alla fine della catena evita il clipping. Confronta la tua traccia a parità di loudness con reference dello stesso stile. Se gli effetti fanno suonare il mix più grande a basso volume ma confuso ad alto volume, ce ne sono troppi.